диакон Андрей Кураев (diak_kuraev) wrote,
диакон Андрей Кураев
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Наш скудный богословский пейзаж

Статья протоиерея Владимира Зелинского (Кпльский патриархат, Италия) о современном русском богословии. 2012 год.

https://www.facebook.com/vladimir.zelinsky/posts/1677954055563617

Упоминаются:
митр. Иларион Алфеев
Василий Лурье
Андрей Шустров
диакон Андрей Кураев
Алексей Осипов
Даниил Сысоев
свящ. Георгий Чистяков
прот. Павел Великанов
свящ. Георгий Завершинский
свящ. Леонид Цыпин
игумен Петр Мещеринов
прот. Геогий Митрофанов
Михаил Шкаровский
Михаил Бабкин
прот. Владислав Свешников
архим. Платон Игумнов
Ирина Языкова
Анна Шмаина-Великанова
Андрей Днесницкий
прот. Леонид Грилихес

Il metropolita Ilarion Alfeev (1966), stretto collaboratore dell’attuale Patriarca Kirill, che ha fatto una folgorante carriera sotto la tutela di quest’ultimo. Laureato ad Oxford, dottore in teologia in diverse università, patrologo, è uno scrittore fecondissimo. Il suo campo è anzitutto la patristica. M. Ilarion è autore di alcune monografie su Gregorio il Teologo, Isacco il Siro (del quale ha anche tradotto dei testi finora sconosciuti) e Simeone il Nuovo Teologo. Ma la sua opera principale sono i tre grossi volumi sull’Ortodossia, una somma teologica in materia. Ha scritto anche un volume sulla teologia ortodossa del secolo XX, due grandi volumi sulla preghiera di Gesù ed altri libri. Il metropolita Ilarion è famoso anche come compositore religioso, i suoi oratori spirituali sono stati eseguiti in molte sale di concerto (anche a Roma, davanti al papa Benedetto XVI). Come si sa, il metropolita Ilarion occupa il secondo posto nella gerarchia della Chiesa Ortodossa Russa come capo del Dipartimento delle relazioni con l’estero, perciò spesso è considerato come l’erede dell’attuale Patriarca. Ma nel clima piuttosto conservatore che regna nella Chiesa Russa il metropolita ha una reputazione per ora “troppo ecumenica”.
La patristica nella Chiesa ortodossa non è una disciplina puramente accademica, come in Occidente; ma è, direi, una scienza spirituale che si trova al centro della riflessione teologica. Rimanendo in questo campo dobbiamo nominare Aleksej Sidorov (1946), professore dell’Accademia Teologica di Mosca, che ha pubblicato numerosissimi e dettagliatissimi commenti alle edizioni di diversi santi Padri. È anche l’autore di un corso di storia della patristica in 5 volumi, opera che è diventata un avvenimento importante nella vita teologica in Russia.
Un altro nome, sempre in campo patristico, di cui non si può fare a meno di ricordare, è il vescovo Vassilij Lourie (1962), capo di una piccolissima chiesa “alternativa” all’Ortodossia ufficiale. (Chiesa che si chiama “vera ortodossa”. In Russia esistono non una, ma diverse chiese della “vera ortodossia”, che per la maggior parte non sono in comunione tra di loro perché sospettano tutti gli altri di tradimento della verità. Queste chiesette fanno riferimento a “frammenti” della Chiesa Russa all’estero che non hanno accettato la riconciliazione con la Chiesa di Mosca. Tutte queste Chiese della “vera ortodossia” rigettano nel modo più assoluto ogni tipo d’ecumenismo – scomunicato dalla Chiesa all’Estero negli anni ‘80). V. Lourie è una persona molto erudita nel campo ecclesiale e abbastanza conosciuta come filosofo, teologo, patrologo (è traduttore e commentatore delle opere di San Gregorio Palamas), storico, predicatore, pubblicista e critico sociale. La sua Storia della filosofia bizantina è diventata un avvenimento importante nella vita intellettuale russa.
Come bizantologo e patrologo potrei segnalare anche Andrj Šustrov (1962), professore d’antropologia nell’Università Statale di Yaroslavl’. Il suo argomento di ricerca: la conoscenza nel pensiero dei Padri della Chiesa Orientale.

Ma una figura popolarissima al livello nazionale come teologo, pubblicista e polemista è senza dubbio, il diacono Andrei Kuraev (1966), professore dell’Accademia Teologica di Mosca, autore di moltissime pubblicazioni. È molto conosciuto anche fuori dell’ambito ecclesiale (la sua popolarità gli ha procurato il titolo scherzoso e ironico di diacono di tutte le Russie) come apologeta e missionario. Oltre a libri teologici e polemici, Kuraev ha scritto anche un manuale della fede ortodossa per i bambini, che è stato adottato come testo ufficiale per la scuola elementare. Appare spesso in programmi televisivi, gira in tutto il paese per conferenze ed incontri con i giovani. In pratica, non c‘è alcun avvenimento ecclesiale importante che potrebbe passare senza la sua partecipazione, il suo commento o il suo intervento. La radice e lo stimolo di questa presenza massiccia nello spazio dei media è sempre apologetico, fatto con solide erudizioni, ma con uno stile popolare, a volte anche un po’ aggressivo.

Nel campo dell’apologetica un ruolo importante lo svolge anche Aleksej Ossipov (1938), professore di teologia fondamentale dell’Accademia teologica di Mosca, dove vi lavora da più di 40 anni. Sono popolari i suoi libri “La teologia fondamentale”, “Il cammino della ragione nella ricerca della verità”, “Il concetto ortodosso del senso della vita”, “La vita dell’anima dopo la morte”. Quest’ultimo libro ha suscitato una grande polemica, perché Ossipov è stato accusato di eresia origenista, della cosiddetta “salvezza universale” che abbraccia anche coloro che rimanendo fuori della Chiesa ortodossa vivono secondo la legge della coscienza.
Uno dei suoi oppositori è stato p. Daniil Syssoev (1974-2009), polemista dallo stile urtante e davvero combattivo contro tutte le religioni e in difesa della fede ortodossa. Autore di molti piccoli libri nel genere della teologia polemica, Syssoev ha acquistato la fama di nemico dell’islam per le sue accuse nei confronti dei musulmani, ciò che gli è costato la vita. Il suo libro “Il matrimonio con un musulmano” ha provocato una reazione particolarmente negativa. Nel 2009 all’età di 35 anni Syssoev è stato ucciso nella sua chiesa da un sconosciuto. Un gruppuscolo islamista clandestino ha rivendicato la responsabilità della sua esecuzione.
Se facciamo una classifica, per forza schematica, dei teologi russi attuali, vediamo con chiarezza almeno tre campi: quello conservatore, quello ufficiale e quello liberale. Da una parte vediamo una corrente di pensiero per la quale qualsiasi novità, non sola dogmatica o rituale, ma anche per lo stile del pensiero, è percepita come un tentativo criminoso di distruggere la purezza dell’Ortodossia. Esiste, per esempio, un sito internet abbastanza popolare “Antimodernism.ru” che contiene una critica assai aspra nei confronti di tutti teologi ed i pensatori ortodossi, dalla fine del XIX secolo fino ad oggi, cominciando da Dostoevskij e concludendo – chiedo scusa per il contesto poco modesto – con l’autore di queste righe. Questo sito che svolge un ruolo di “Inquisitore virtuale” si trova in aperta opposizione con la “linea generale” del Patriarcato di Mosca. Dall’altra parte c’era radio “Sofia” che, prima della sua chiusura per mancanza di finanziamenti, qualche anno fa poteva offrire la possibilità di predicare a pubblicisti e a teologi di stampo liberale, come p. Vladimir Lapšin, p. Ivan Sviridov. p. A.Borissov ed altri. Il termine “liberale” non ha lo stesso significato in Russia e in Occidente. “Liberale” nel contesto ecclesiastico russo significa, spesso, semplicemente “evangelico”.
Un autore di questo orientamento e spirito che si è distinto è stato, senza dubbio, p. Georguj Cistiakov (1953-2007), conosciuto in Italia grazie alle sue pubblicazioni e ai suoi interventi, ma anche per la sua amicizia con Giovanni Paolo II. All’Italia p. Cistiakov ha dedicato un bellissimo libro, “All’ombra di Roma” che esprime l’amore, anche un po’ romantico, così tipico dei russi per “la città eterna”. P. Cistiakov era e rimane ancora oggi, 5 anni dopo la sua morte, una figura di spicco nel panorama teologico russo, conosciuto come autore di meditazioni spirituali sul Vangelo e sulla preghiera. Padre spirituale di moltissimi cristiani convertiti, a lui faceva capo un gruppo di volontari che lavorava presso l’Ospedale Pediatrico di Mosca. Questo gruppo fu ispirato e organizzato da un grande missionario, lo storico delle religioni e scrittore p. Alexandr Men’ (1935-1990), poco prima di subire la sua morte da martire.
Come apologeta e filosofo della religione è diventato noto p. Pavel Velikanov (1971), vice-rettore dell’Accademia Teologica di Mosca, autore dei libri “Assiomi della fede” e “Scuola della fede”. Questo ultimo libro ha avuto una tiratura di massa. Velikanov è conosciuto soprattutto come caporedattore del portale Bogoslov.ru (che significa Teologo), un sito molto aperto, serio ed ecumenico. È da poco che ha organizzato anche la radio teologica “Bogoslov”.
Nell’ambito della teologia apologetica al confine con la filosofia lavora p. Georghij Zaverscinskij (1961), che si occupa di teologia del dialogo – vista come immagine dell’essere dell’uomo e fondamento della fede.
Una nuova strada della teologia eucaristica è proposta dal filosofo ucraino russofono A. Filonenko (1968), che ha pubblicato qualche articolo interessante sulla teologia della comunione L’esistenza umana porta dentro di sé un grande deposito della gratitudine – che può diventare il fondamento della nuova antropologia eucaristica.
Sul crocevia della fisica e della teologia ha lavorato p. Leonid Tsypin (1945-2008) che nei libri “Che cosa sono i giorni della creazione?” e “Universo, Cosmo, Vita» (2007) – “i tre primi giorni della creazione”, espone un commento teologico e scientifico del racconto biblico della creazione del mondo. Sulla base dei commenti patristici e dei dati della fisica contemporanea l’autore, scienziato secondo la sua formazione iniziale, offre la propria visione dei primi giorni del mondo, come gradini nell’ascensione al Regno di Dio dell’ottavo giorno.
Se torniamo ai problemi sociali ed ecclesiologici dobbiamo segnalare il nome di Pietr Mescerinov (1962), igumeno nel monastero Danilov a Mosca (musicologo di formazione) che da un articolo all’altro, da un libro all’altro insiste sul rinnovamento dell’ecclesiologia ortodossa alla luce del proprio cristocentrismo, nel concetto dell’ecclesia come vita in Cristo e come risposta alla sfida del tempo. Il problema si pone perché nella Chiesa russa, secondo Mescerinov, esiste una tentazione pericolosa della confusione della mitica “Santa Rus’” con il Regno di Dio, della vita del popolo nella sua dimensione terrena con il mistero dell’essere ecclesiale e la vita in Cristo, che si trova sopra le categorie di questo mondo. Per questa riflessione del ritorno permanente allo spirito evangelico Mescerinov ha una reputazione un po’ modernista.
Accanto al suo nome bisogna ricordare un altro, quello del p. Georguj Mitrofanov (1957), professore di storia della Chiesa Russa nell’Accademia Teologica di S. Pietroburgo. Il suo campo di ricerca è concentrato su problemi storici, ma attualissimi per i giorni di oggi. La storia della Chiesa è vista da lui come problema teologico perché esprime ciò che la Chiesa pensa di se stessa. Mitrofanov ha acquistato una notorietà un po’ scandalosa dopo la pubblicazione di alcuni suoi libri dove egli parla del periodo sovietico, soprattutto quello staliniano, come della più grande “Tragedia della Russia” (titolo di uno di suoi libri) e che la resistenza, anche armata, a questo regime potrebbe essere capita e giustificata. Questo punto di vista, naturalmente, non corrisponde a quello ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa poiché pur condannando a parole questo regime, la Chiesa, umanamente, ma anche ideologicamente, rimane legata a quel periodo della sua storia.
Fra gli storici più conosciuti e fecondi bisogna nominare il professore dell’Università Umanistica di S. Pietroburgo M. Šcarovskij (1961), autore di più di 30 libri sulla storia della Chiesa Russa nel XX secolo, nei sui vari aspetti e conosciuto anche in Italia, grazie alle traduzioni delle sue pubblicazioni.
Come teologo che lavora anche nel campo della storia bisogna nominare inoltre Michail Babkin (1967) autore del voluminoso libro di ricerca “Il sacerdozio e il regno. La Russia all’inizio del XX secolo fino al 1918, che parla della crisi della sinfonia bizantina, fra regno sacro e Chiesa, avvenuta alle soglie della Rivoluzione Russa. Ciò che produce questa ricerca sulla storia recente è la nostalgia per questa sinfonia che vive ancora nella memoria di tanti ortodossi russi.
Dobbiamo anche segnalare altri teologi. Prima di tutto p. Vladislav Svešnikov (1937) e p. Platon Igumnov (1946), professori dell’Accademia teologica di Mosca, che lavorano nel campo dell’etica ortodossa e che hanno pubblicato dei corsi sistematici per questa materia.
In questi ultimi anni sono uscite molte pubblicazioni dedicate all’arte dell’icona. Le più originale tra esse appartengono a Irina Yazykova (1957), docente dell’Istituto Biblico-Teologico Sant’Andrea di Mosca, che è riuscita a formulare una teologia dell’icona come creazione comune di Dio e dell’uomo. Yazykova studia non soltanto le icone create nei secoli passati, ma anche quelle contemporanee, del XXI secolo.
Torniamo ancora una volta all’esperienza del martirio che ha colpito nel XX secolo tanti milioni di esseri umani. Sono pochissimi tra di loro (non nella cifra assoluta che conta decine di migliaia, ma nei confronti del numero totale delle vittime dell’Olocausto e dei Gulag) coloro che erano cristiani e che possono essere chiamati martiri nel senso classico del significato (che hanno sacrificato la propria vita per la fede). Questo sacrificio anonimo ha dato origine all’originale teologia del martirio innocente, condiviso nell’umanità di Cristo e che include tutto il genere umano. Questa teologia è sviluppata dalla biblista Anna Šmaina-Velicanova (1955). Se i martiri classici portavano e portano anche oggi la testimonianza della divinità di Cristo, i nuovi martiri anonimi, per il fatto della loro sofferenza senza resistenza, partecipano al mistero dell’umanità di Cristo.
Concludiamo la nostra brevissima digressione nel campo teologico russo con il campo biblico. Un anno fa è uscita la nuova traduzione della Bibbia in russo, effettuata da un’equipe dei biblisti professionali, tra cui vorrei nominare Andrei Desnitskij (1968), autore di molti libri esegetici e pubblicistici, ma anche p. Leonid Guirliches (1955), professore di Vecchio Testamento nell’Accademia Teologica di Mosca, traduttore e anche originale poeta-salmodista.

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